Picasso. Un ribelle a Parigi

 

 

“Picasso è stato tutto, anche clown e arlecchino”: attacca così il film documentario “Picasso. Un ribelle a Parigi” nelle sale cinematografiche italiane il 27, 28 e 29 novembre prossimi, distribuito da Nexodigital (elenco delle sale su www.nexodigital.it). Realizzato in occasione dei 50 anni dalla morte di uno degli artisti più celebri al mondo, il film documentario racconta la “Storia di una vita e di un Museo”, che è il Musée National Picasso nel cuore storico di Parigi. Nel quartiere del Marais, è il più grande museo Picasso al mondo con una collezione immensa delle opere dell’artista di Malaga. Regista del docufilm Simona Risi, coautrici di soggetto e sceneggiatura Didi Gnocchi e Sabina Fedeli. Voce narrante dell’affascinante attrice iraniana Mina Kavani. Da non perdere.

 

 

 

 

Da Malaga a Parigi

 

 

 

 

Andaluso di Malaga, allevato come bimbo prodigio, Picasso arriva a Parigi nel 1900 senza parlare una parola di francese. I primi tempi sono duri: è povero, esule, anarchico, vigilato speciale della polizia. Vive la città che si sta trasformando in metropoli aperta e moderna, ma è anche intollerante e xenofoba verso l’immigrato e Picasso è un immigrato, che abita tra gli anarchici a Montmartre. Il successo arriva presto e già alla vigilia della prima guerra mondiale è un artista quotato. A Parigi Picasso trascorre quasi tutta la vita pur sentendosi spesso uno straniero. Quando nel 1940 fa richiesta della cittadinanza francese, gli viene negata e non la chiederà mai più né la accetterà quando gli verrà proposta. Si è sentito sempre un emarginato, pur nella sua transculturalità. Muore in Provenza a Mougins dove si era trasferito.

 

 

 

 

Mina Kavani
Mina Kavani

 

 

 

 

La voce di Mina Kavani

 

 

 

 

 

A guidare nel percorso del film “Picasso. Un ribelle a Parigi” è la bella voce di Mina Kavani, attrice iraniana protagonista di No Bears di Jafar Panahi, regista dissidente vincitore del Premio Speciale della Giuria alla Mostra del Cinema di Venezia 2022. L’attrice, approdata da qualche anno a Parigi per sfuggire alla censura imposta dal suo Paese, dove oggi non può tornare, vive come Picasso la dolorosa condizione dell’espatriata. Mina Kavani legge brani tratti da lettere conservate al Museo Picasso e da volumi quali Picasso di Gertrude Stein. La scrittrice e poetessa americana era legata da amicizia e profonda sintonia creativa al pittore andaluso del quale fu la prima mecenate e sostenitrice. Picasso nel 1906 ne fece un ritratto, divenuto celebre.

 

 

 

 

 

Picasso. Un ribelle a Parigi
Picasso. Un ribelle a Parigi

 

 

 

 

Altre voci su Picasso

 

 

 

 

Nel film “Picasso. Un ribelle a Parigi” si dà voce, attraverso interviste, a curatori, intellettuali, artisti, critici d’arte quali Cecile Debray, presidente del Museo Picasso a Parigi, la storica Annie Cohen-Solal, autrice del libro Picasso. Una vita da straniero. E ancora, lo stilista e designer inglese Paul Smith, gli storici dell’arte Eugenio Carmona Mato e Marie-Laure Bernadac, gli artisti Obiageli Okigbo e Guillermo Kuitca, la responsabile del Centro Studi Picasso Cecile Godefroy. Parlano dell’artista e dell’uomo.

 

 

 

 

Il Museo Picasso

 

 

 

 

 

Nel film “Picasso. Un ribelle a Parigi” si segue Picasso nei quartieri parigini dove ha abitato, dagli atelier senza riscaldamento degli esordi ai grandi appartamenti borghesi dove inizia il successo. Si guardano le opere come Les demoiselles d’Avignon, si raccontano le donne che ha avuto come compagne. Si entra e si esce dal piccolo Musée National Picasso, allestito in una dimora storica del XVII secolo, che custodisce la più vasta collezione pubblica esistente dedicata al pittore andaluso con 6000 capolavori e 200mila pezzi di materiali d’archivio. Picasso diceva che era il migliore collezionista di se stesso e a volte ricomprava persino le proprie opere.

 

 

 

 

 

 

Museo Picasso
Museo Picasso

 

 

 

 

 

Arlecchino e minotauro

 

 

 

 

 

Picasso era affascinato dal circo fin da bambino. In Arlecchino si identificava. La figura dell’Arlecchino saltimbanco è molto presente nella sua opera, dagli arlecchini degli esordi agli arlecchini rosa fino agli arlecchini della fine più cupi e timorosi della morte. Arlecchino con il suo carico di fecondità, di sessualità, di vita, ma anche Arlecchino diabolico, malvagio. Arlecchino che erra per il mondo con la sua carovana, il circo, è metafora dell’artista. Picasso come Arlecchino è inafferrabile. Arlecchino ha dentro di sé una malinconia, un’angoscia permanente, anche se deve divertire gli altri. Anche Picasso tiene insieme registri diversi come l’equilibrio della classicità e l’inquietudine del romanticismo, la rottura con il passato ma anche la sua imitazione. Il minotauro è il suo alter ego. Come il minotauro, Picasso è un predatore, è un cannibale che divora tutto.

 

 

 

 

 

L’artista, l’uomo

 

 

 

In Picasso c’è una grande sete di vita, ma anche un’attrazione verso la morte, che rientra nella cultura spagnola e si esprime perfettamente nella tauromachia, lotta tra la vita e la morte. Tori e tauromachie sono costanti nella produzione artistica di Picasso. Nel film “Picasso. Un ribelle a Parigi” si ascolta che “Il toro è il buio, la morte, ma può essere anche bello”. Picasso vuole costruire, ma è anche molto distruttivo. Generoso e dispotico, accudente e violento, con una personalità complessa, duplice. La duplicità di comportamenti è particolarmente esplosiva nel rapporto con le sue tante donne, le sue compagne, le sue modelle. Il fulcro dell’opera di Picasso è la rappresentazione dell’altro, la relazione con l’alterità sia nel rapporto amoroso sia in quello riflessivo del ritratto e anche in quello quasi filosofico quando rappresenta l’infanzia. Si può separare l’artista dall’uomo? Il dolore per la scomparsa dell’amico Carlos Casagemas, che si suicida, cambia la vita e l’opera di Picasso. Lo colpisce profondamente e lo influenza nella creazione artistica dando vita a quello che è stato poi definito il periodo blu.

 

 

Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=GzJ5dCwtbSc

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