Un giorno tutti diranno di essere stati contro, di Omar El Akkad, è un libro necessario. Lo scrittore e giornalista egiziano, cresciuto a Doha e nel Qatar prima di trasferirsi in Canada e poi negli Stati Uniti, è stato inviato in prima linea in Afghanistan, primo incarico da reporter di guerra. Il 25 ottobre 2023 ha scritto in rete: “Un giorno, quando sarà sicuro, quando non ci sarà alcun rischio personale nel chiamare le cose con il loro nome, quando sarà troppo tardi per ritenere qualcuno responsabile, tutti diranno di essere stati contro.” Il post viene visualizzato più di dieci milioni di volte. La sua denuncia dell’ipocrisia dell’Occidente dinanzi al genocidio di Gaza suscita un eco enorme.

 

 

Il libro

 

Un giorno tutti diranno di essere stati contro è il libro che Omar El Akkad decide di scrivere dopo la morte di migliaia di donne e bambini nella Striscia. Crudo, doloroso, nutrito dalla certezza che ci saranno sempre esseri umani ritenuti non degni … chiunque non rientri nella terra del privilegio chiamata Occidente… L’unica risposta sta nella rottura totale con il credo dell’Occidente. L’autore racconta di quando, nonostante “il mio impeccabile accento inglese, la mia apertura culturale e la capacità di passare per uno del posto” che lo facevano sentire immune e nonostante avesse la cittadinanza canadese, diretto con alcuni familiari a Los Angeles per fare visita a un parente, fu negata loro l’entrata negli Stati Uniti…

Il testo che segue riporta in larga misura le parole di Omar El Akkad, tanto chiare e oneste da non necessitare commenti.

 

 

L’Occidente e gli altri

 

“Fino all’autunno del 2023. Fino al massacro… Quando succederà la prossima volta (e succederà e non una volta soltanto…) si potrà usare la stessa prospettiva. I barbari istigano e i civilizzati sono costretti a rispondere.… Quando quello che sta succedendo sarà abbastanza lontano nel tempo, tutti si chiederanno sbigottiti come mai si è permesso che accadesse…

Il requisito fondamentale è che si possa dire contro quelle persone inferiori qualsiasi cosa, poi si può fare qualsiasi cosa, ogni azione è giustificata. La violenza arriva dopo le parole.

 

 

Guantanamo

 

“Nel 2008 sono stato a Guantanamo otto volte, soprattutto per seguire le udienze preliminari di Omar Khadrdi, un cittadino canadese che era stato catturato dopo uno scontro a fuoco in Afghanistan e accusato di aver ucciso un medico delle forze speciali. Aveva quindici anni… trascorrerà 10 anni in attesa del processo. … La giustificazione del trattamento dei detenuti al di fuori di quello che i principi giuridici fondativi del Paese consentirebbero è data dalla minaccia che si presume rappresentino…In realtà, la maggior parte di loro non è mai stata accusata di nulla, né tantomeno condannata… Praticamente ogni prigioniero ancora a Guantanamo potrebbe essere trasferito nelle strutture statunitensi in terraferma, ponendo così fine al vergognoso retaggio di uno dei campi di prigionia più tristemente famosi del XXI secolo. Eppure ogni volta che l’idea viene riproposta… si alza un polverone sui pericoli… la maggior parte dei detenuti è ormai anziana, provata da così tante malattie e acciacchi, così fragile e malconcia”.

 

 

Via libera al genocidio

 

“Inutile sottolineare che Hamas è stato per anni finanziato dal governo israeliano per una questione strategica, cioè mantenere al potere un’entità che ne condivideva almeno in parte il disprezzo per la pace o la soluzione dei due Stati, o che l’occupazione e il regime di terrore inflitti ai palestinesi precedono di molto la creazione di Hamas…

“Quando il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant dice che Israele sta lottando contro degli “animali” non si tratta soltanto di una dichiarazione convinta, ma di un via libera”.

 

 

La preoccupazione del progressista

 

“Non sono sionista, ma vedi non sono neanche antisionista. È tutto così complicato… Fa comodo avere opinioni flessibili. Per questo molti politici americani liberal buttano qua e là una frasetta di preoccupazione per i civili palestinesi quando dichiarano sostegno incondizionato a Israele… La preoccupazione principale del moderno progressista americano è non tanto quello in cui crede o promuove o a cui si oppone ma come viene visto…. Tra le tendenze più preoccupanti della politica americana del XXI secolo c’è l’abitudine di presentare ogni elezione come quella cruciale, da cui dipende la sopravvivenza stessa della democrazia americana… Non vorrete mica che vincano quegli squilibrati di destra? … A cosa servono le parole se sono del tutto scollegate dalla realtà? Discorsi apertamente disonesti come quello di Barack Obama al Cairo nel 2009… questo recitare eloquenti discorsi che esprimono profonda preoccupazione per i diritti umani e la libertà ed esigono che chi li calpesta sia ritenuto responsabile… i partiti liberali non svilupperanno mai un codice etico finché non verranno puniti per il fatto di non averne uno.”

 

 

Non voglio averci più niente a che fare

 

“Il mio non è il resoconto di quella carneficina… è il resoconto di qualcos’altro… di una frattura, di un distanziarsi dall’idea che il liberale occidentale perbene abbia mai preso posizione su qualcosa… guardare il leader della nazione più potente della terra che avalla e finanzia un genocidio non suscita disgusto o rabbia passeggeri, ma una vera e propria presa di distanza… un distacco, un rifiuto di farsi coinvolgere nei meccanismi capaci di produrre o di permettere un simile orrore. Considerando anche lo spargimento di sangue che scatenerà in futuro, quello che è successo sarà ricordato come il momento in cui milioni di persone hanno guardato all’Occidente, all’ordine basato sulle regole, al guscio del liberalismo e a come è asservito al capitalismo, e hanno detto, Non voglio averci più niente a che fare… Questo è, quindi, il resoconto di una fine.”

 

 

Giornalismo e l’esatto contrario

 

“Nel mondo occidentale l’esempio più lampante è Fox News, un canale televisivo all news che più di ogni altro ha normalizzato la pratica di separare la verità da quello che si vorrebbe fosse la verità… Incitare alla rabbia, alla paura e all’odio invece di rispettare l’obbligo di riportare le notizie, per poi proporre al pubblico pubblicità di armi e bunker, è un modello di business pienamente efficiente. Forse non è giornalismo, o forse è l’esatto contrario del giornalismo, ma funziona. … L’etica giornalistica è compromessa ormai ovunque…

Nessun altro posto al mondo ha un numero di vittime tra i giornalisti anche solo lontanamente paragonabile… Israele responsabile dell’omicidio di più giornalisti di qualsiasi altra nazione della storia.”

 

 

La distorsione del significato

 

“L’effetto sconvolgente o consolatorio delle storie che raccontiamo non sta tanto nello scegliere le parole giuste, ma nella nostra prossimità alle parole che potrebbero essere giuste…. Leggere la descrizione di quello che i palestinesi stanno subendo praticamente su tutti i media occidentali vuol dire vedere come la lingua viene impiegata esattamente per lo scopo opposto, vuol dire assistere alla distorsione del significato. … Sì, è una tragedia, ma sai, è tutto così complicato … alterazione della lingua mirata a sterilizzare la violenza… non si dice torturato ma “sottoposto a interrogatori potenziati”, non ci sono prigionieri ma solo “detenuti”, non fanno sciopero della fame ma “guerra asimmetrica” contro i loro carcerieri….

La pratica dell’era Bush e Obama di etichettare chiunque venga ucciso dall’esercito americano come terrorista fino a prova contraria è una delle misure più dannose lasciate in eredità dagli anni successivi all’11 settembre: è un’offesa doppia per le vittime, perché vengono marchiate quando non possono più difendersi.…Quando i giornalisti palestinesi saranno stati ammazzati tutti, forse non saranno mai esistiti, o forse saranno stati tutti terroristi oppure complici di terroristi, o avranno avuto qualsiasi altra prossimità al terrorismo basti a spaventare chi, provvisto di qualcosa che si avvicini a un’anima, potrebbe altrimenti guardare a un massacro così calcolato e dire, È sbagliato.”

 

 

I barbari potrebbero vincere

 

“Per preservare i valori del mondo occidentale è necessario dare fuoco a una biblioteca. Far saltare in aria una moschea. Incenerire degli ulivi. Mettersi il reggiseno di donne costrette a fuggire e poi farsi un selfie. Radere al suolo le università. Fare razzia di gioielli, opere d’arte, cibo. Saccheggiare banche. Arrestare bambini perché stavano raccogliendo della verdura. Sparare a dei bambini perché lanciavano sassi. Far sfilare in mutande i prigionieri. Rompere i denti a un uomo e ficcargli in bocca lo scopino per il water. Far sbranare un ragazzo con la sindrome di Down da un cane dell’esercito e lasciarlo morire dissanguato. Farsi delle foto ridendo mentre si calpestano dei cadaveri. Altrimenti i barbari potrebbero vincere.”

 

 

Istanza contro Israele del Sudafrica

 

“Verso la fine del dicembre 2024, il governo sudafricano ha presentato al tribunale internazionale dell’Aia un’istanza contro Israele con l’accusa di genocidio. … poteva essere solo un paese come il Sudafrica a compiere questo passo – un paese che ha vissuto le orrende dinamiche dell’apartheid per cui i posti di blocco per controllare i residenti e le città segregate non sono astrazioni, ma un passato molto recente

Per il manipolo di dittatori che governano gran parte del mondo arabo non c’è nulla da guadagnare nell’offrire aiuti significativi a una popolazione che sa bene cosa vuol dire resistere all’oppressione, e anzi temono che questa resilienza si riveli contagiosa. C’è invece molto da guadagnare con facili gesti, e così in molte capitali del mondo arabo si viene accolti da gigantesche bandiere palestinesi.”

 

 

Basta un sospetto

 

“Il 26 gennaio 2024 il tribunale dell’Aia stabilisce che Israele debba essere processato per genocidio. Poco dopo Stati Uniti, Canada, Regno Unito e altre sei nazioni tagliano tutti i finanziamenti all’Unrwa, l’Agenzia delle Nazioni Uniti per il soccorso e l’assistenza dei rifugiati della Palestina nel Vicino Oriente, una delle poche organizzazioni che forniscono aiuti ai palestinesi. La decisione si basa sul sospetto che una dozzina di circa trentamila dipendenti dell’Unrwa siano stati coinvolti negli attacchi di Hamas del 7 ottobre. Basta un sospetto.”

 

 

Vietato parlare di Palestina

 

“A metà ottobre 2023 la Fiera del Libro di Francoforte cancella la cerimonia di premiazione della scrittrice palestinese Adania Shibli per il suo romanzo Un dettaglio minore. Il libro si basa sulla storia vera di una giovane beduina palestinese stuprata e uccisa da soldati israeliani. … è un primo esempio emblematico di quella che sarebbe diventata una valanga di episodi di vigliaccheria istituzionale in tutto il mondo dell’arte. Nei mesi a seguire durante gli incontri letterari sempre più spesso si proibisce preventivamente di parlare di Palestina.”

 

 

Un inconveniente così remoto

 

“Quando (negli Stati Uniti n.d.r.) dopo decenni di abusi di potere, sottrazione di figli ai genitori, musulmani costretti a vedere i loro cari morire da lontano perché non potevano lasciare il paese né entrarci, bambini ammazzati perché un drone li ha scambiati per terroristi…si arriva ad accettare un genocidio, non è forse il caso di rendersi conto che non si sta cambiando il sistema ma che il sistema sta cambiando noi?”

La politica statunitense Nancy Pelosi, del Partito Democratico americano, alla base centrista dice che “proprio non riesce a capire come volenterosi studenti della Columbia vogliano mettere a rischio il loro futuro lavorativo per protestare contro un inconveniente così remoto (lo sterminio a Gaza, n.d.r.)… Ma tanti ricorderanno…e se anche ogni tanto ci sembra che siano i figli di qualcun altro, non è così, sono i figli di tutti noi.”

 

 

Distogliere lo sguardo

 

“La maggior parte di chi è anche solo minimamente informato ha visto ormai la montagna di prove che rivelano l’entità della carneficina, oppure ha scelto consapevolmente di distogliere lo sguardo. In ogni caso, sa bene di cosa si tratta… Da un lato c’è una parte della società convinta che non ci sia niente di peggio dell’interrompere la routine della vita quotidiana… Dall’altro c’è quella porzione che, testimone di un orrore come questo, è semplicemente incapace di continuare a vivere come se niente fosse… Un soldato dell’esercito più potente del mondo il 25 febbraio 2024 si è dato fuoco davanti al cancello dell’ambasciata israeliana. Le sue ultime parole sono state “Free Palestine”. Non voglio fare parte di tutto questo. Non mi sorprende che molti degli occidentali più attivi nell’opposizione al genocidio siano ebrei.”

 

 

Vuoto morale

 

“Quando gli studenti delle più prestigiose università del Nord America creano degli accampamenti in solidarietà con la Palestina…la risposta istituzionale si tinge di un senso di tradimento. A questi giovani è stato concesso di entrare nel cuore del sistema… Il fatto che vogliano abbandonare un privilegio simile a favore di un popolo dall’altra parte del pianeta che non può offrire nulla in cambio…è un calcio sferrato al sistema attuale…un sistema che può solo ripetere, Non c’è niente di meglio di questo… Per mesi ho visto presidenti e Primi ministri rifiutarsi di chiedere un cessate il fuoco che gran parte del loro elettorato chiede, per paura che cercare di porre fine a un genocidio possa rivelarsi politicamente svantaggioso. Per mesi ho guardato questo assoluto vuoto morale…”

 

 

Cambiare marca di couscous

 

“Nel primo genocidio al mondo trasmesso in diretta…una delle poche cose che terrorizza la maggior parte dei centri di potere occidentali è la prospettiva di un rallentamento delle attività nel Mar Rosso…qual è la legittimità etica di un sistema in cui si deve sperare che una porzione sufficientemente grande della fetta più privilegiata della società globale decida che è stato ammazzato un numero abbastanza alto di bambini per poter cambiare marca di couscous?”

 

 

Ci sono persone

 

“Ora so per certo che ci sono persone, alcune delle quali un tempo mi erano molto care, a cui non rivolgerò mai più la parola finché potrò evitarlo.Sono le persone che non hanno detto nulla, che sapevano benissimo cosa stava succedendo e non hanno aperto bocca… In tutto l’Occidente ci sono tantissimi giovani che rischiano di essere espulsi o denunciati per diffamazione, che mettono in gioco la propria vita, intere carriere per protestare contro questo massacro. Ci sono tantissimi ebrei che vengono arrestati per le strade di Francoforte, che bloccano Grand Central Station a N.Y…. I manifestanti hanno rischiato qualcosa pur di parlare… Ci sarà sempre chi dirà che è stato tutto opera di pochi malvagi, che hanno ingannato il resto di noi brave persone. Qualsiasi cosa pur di non affrontare la possibilità che questi massacri fossero il risultato di un sistema che funzionava esattamente come previsto, non tanto di una stortura del sistema…”

 

 

Anche gli atti più piccoli sono importanti

 

“Un giorno non sarà più possibile distogliere lo sguardo. Ci saranno persone che ogni volta che sentiranno un politico professare la supremazia del diritto internazionale, dei diritti umani, dell’uguaglianza per tutti, udranno solo le urla sotto le macerie… Così come è sempre possibile distogliere lo sguardo, è sempre possibile smettere di farlo… Dobbiamo costruire qualcosa di diverso, oppure correre verso il precipizio… Anche gli atti più piccoli sono importanti.”

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