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Francesca Piana

Viaggi e fatti di cultura

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dicembre 15, 2018

Che romantica Siracusa a Natale!


Cara, questo Natale ti va di cambiare? Andare vicino per andare lontano? Dimenticare le code in autostrada per il Brennero, l’overbooking in aeroporto, le Maldive sovraffollate? Che ne diresti di dormire dove si davano appuntamento dei e ninfe, Apollo, Atena, Aretusa, Alfeo, intrecciando amori? Pranzare come Dio comanda tra i vicoli arabi di quella che fu la città-fortezza di Carlo V? Ti propongo Siracusa, bella, romantica e gustosa. Pazienza se il riscaldamento nelle case può non essere come in Alto Adige, le isole del sud d’Italia, si sa, non sono altrettanto attrezzate per il freddo. La visita di Siracusa in inverno ricompensa alla grande: panorami limpidi e fotogenici, monumenti antichi e arte barocca da vedere senza la calca di turisti e la calura agostane, gallerie d’arte, spazi teatrali, boutique di ceramiche e la cucina che, come (quasi) ovunque in Sicilia, la fa da padrone, si sa.

Ortigia, un chilometro quadrato con 2800 anni di storia

Da Siracusa è passata la storia. Templi greci, anfiteatri romani, vicoli arabi, palazzi barocchi, ogni epoca ha lasciato tracce memorabili, persino sottoterra dove sono le catacombe cristiane e il più importante bagno ebraico di purificazione che ci sia in Europa. L’isolotto di Ortigia fronteggia in una delle più belle rade del Mediterraneo la città antica. Fino a non molti anni fa il centro storico era degradato poi, grazie a un eccezionale intervento di risanamento e restauro, Ortigia ha cambiato faccia ritornando a essere il cuore della città. Se prima non ci voleva vivere nessuno, ora abitare dove ebbero i natali Epicarmo, Teocrito, Archimede, ma anche Salvatore Quasimodo ed Elio Vittorini fa gola a tanti. Vicoli, palazzi barocchi dai panciuti balconi in ferro battuto, cortili, loggiati, volute in arenaria riportati all’antico splendore e lo svevo castello Maniace sulla punta dell’isola: ecco un chilometro quadrato con 2800 anni di storia.

Siracusa

Siracusa, fontana in piazza Archimede

Dormire sopra al bagno ebraico

Il più importante bagno ebraico di purificazione (Miqwé) di epoca bizantina in Europa si trova in via Alagona (visita con guida, in inverno, tutti i giorni dalle 10 alle 13, sabato e domenica anche dalle 15 alle 17) proprio sotto al Residence Alla Giudecca (via Alagona 52, tel. 0931-22255, www.allagiudecca.it), un indirizzo speciale, tre stelle superiore di charme nel cuore del quartiere ebraico di Ortigia, a pochi passi dal mare, in un palazzo medievale arredato con sobria eleganza. Ventitré suite tanto spaziose da essere appartamenti, perfetti per coccole serali in una città dove il take away si trova di alta qualità. Se invece cucinare non vi pesa, fate la spesa all’Antico mercato alimentare (via Trieste/via Vittorio Veneto, giornaliero ore 7-14). Per passare una serata diversa, in via della Giudecca 17 (tel. 0931-465540, www.pupari.com), meritano gli spettacoli dell’antica tradizione siracusana al Piccolo Teatro dei Pupi e da vedere al museo i tradizionali pupi realizzati a mano.

Siracusa

Siracusa, teatro e museo dei Pupi

Pranzare tra i vicoli arabi

Fusilli al tonno, menta e pomodorini Pachino, gnocchetti con cozze e finocchietto selvatico, spaghetti con gamberi e ricci, tagliata di tonno con marmellata di peperoni, pesce al pane in salsa di ricci, filetto di cernia alla crema di patate: avete l’acquolina in bocca? Un indirizzo elegante, con carta dei vini di 800 etichette, è il Ristorante Don Camillo (tel. 0931-67133-cell 347-599104, www.ristorantedoncamillosiracusa.it) al n. 96 di via della Maestranza, una delle più scenografiche strade della città con i suoi antichi palazzi nobiliari trasformati in epoca barocca. Una bella alternativa per tasche meno gonfie è il Caseificio Borderi (via Emanuele De Benedictis 6, www.caseificioborderi.eu), vera istituzione in città presso il mercato di Ortigia, aperto anche la sera. Panini, semplici piatti e mille ghiottonerie da portare via: ricotta salata, mozzarella affumicata, provoloni di fossa al vino nero d’Avola, tuma persa, guanciale di suino nero dei Nebrodi. Qualche chilo è facile prenderlo, rassegnatevi.

Indugiare nel salotto della città

Via della Maestranza, via Roma, via della Giudecca, piazza Archimede sono costellati di gallerie d’arte moderna, laboratori teatrali, boutique di ceramiche, circoli culturali, alberghi di lusso, bed& breakfast e ristoranti. Il salotto della città è piazza del Duomo, un inno barocco dall’insolita forma semiellittica. Monumentale la facciata barocca della cattedrale, che ha inghiottito il tempio di Atena, del V secolo a.C., incorporandone le colonne del peristilio nella muratura. Vi ricordate il film di Giuseppe Tornatore nel quale Malena, alias Monica Bellucci, percorreva la piazza Duomo in lungo e in largo? Uno schianto, lei, la piazza. Sulla punta dell’isola di Ortigia il castello Maniace, edificato intorno al 1240 per volere di Federico II di Svevia: imponente come il panorama che offre (orario di visita, parziale causa restauri in corso: ore 9-13, chiuso il lunedì).

Passeggiare sul lungomare Alfeo

“La fontana Aretusa, sulla passeggiata che guarda il porto grande e l’arco dei monti Iblei, cantata da Pindaro e da Virgilio, sarebbe la ninfa Aretusa mutata in fonte dopo avere traversato l’Ionio per sfuggire all’abbraccio del fiume Alfeo; che però la raggiunse, inseguendola con la sua corrente.” Scriveva Guido Piovene nella parte del suo “Viaggio in Italia” dedicata a Siracusa e alla leggenda che lega la città alla Grecia. Ultraromantica la passeggiata sul lungomare Alfeo, che pullula di ristoranti e locali affollati soprattutto di sera, dove si trova “la millenaria sorgente di acqua dolce nota come Fonte Aretusa in un bacino piantato a papiri e popolato di anatre, oche e cefali”. Il panorama della baia del Porto Grande con i monti Iblei e il profilo dell’Etna sullo sfondo toglie il fiato.

Siracusa

Siracusa, le latomie nella Neapolis

Ascoltare l’eco di Dionisio

“Credo che le latomie siano tra le pochissime opere umane capaci di ridestare quel senso della meraviglia che oggi la troppa facilità di viaggiare ha quasi anestetizzato in noi…”, scriveva Piovene nel suo Viaggio in Italia. Le antichissime cave di pietra della città, le latomie appunto, dalle quali si estraeva il calcare bianco-grigio usato nelle costruzioni cittadine, sono immerse negli agrumeti della Neapolis, la città antica che in epoca classica rivaleggiava per importanza con Atene, Cartagine, Roma. Grandiosa la latomia del Paradiso, la più vasta e celebre, dove l’Orecchio di Dionisio è una grotta artificiale dalla straordinaria proprietà acustica capace di ampliare qualunque suono. Tra i principali monumenti di epoca greca e romana, il bellissimo Teatro Greco, che accoglieva fino a 16 mila spettatori, completamente scavato nella roccia (orario invernale di visita: ore 9-17).

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