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Francesca Piana

Viaggi e fatti di cultura

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Giugno 6, 2020

Rivedere Genova


 

Sapete che Genova ha uno dei centri storici più ampi d’Europa? Per otto secoli capitale della Repubblica marinara omonima, Genova è stata una grande potenza finanziaria, mercantile e navale. La sua storia legata alla marineria e al commercio, il suo importante settore finanziario che risale al Medioevo, il suo porto, che oggi è primo in Italia e secondo nel Mediterraneo dopo quello di Marsiglia, hanno portato con il benessere economico grande splendore artistico e culturale. Il centro storico, al quale si sale dal mare, con le dimore signorili, le chiese romaniche, le antiche botteghe, i palazzi nobiliari del 1500-1600 nelle vie più eleganti della città offre motivi di grande interesse per rivedere Genova. Ma attenzione, il capoluogo ligure non si mostra, bisogna scoprirlo. L’understatement di sapore anglosassone è uno stile di vita, che esibisce sobrietà all’esterno dei palazzi celando ambienti sontuosi all’interno. Si rivela anche nel carattere schivo degli abitanti, nell’eleganza discreta dell’abbigliamento e persino nella gastronomia poco appariscente, ma gustosissima. Genova, un po’ selvatica come cantava Paolo Conte in Genova per noi e non ancora tanto conosciuta, ha fascino e una splendida posizione tra mare e monti.

 

 

Dopo l’emergenza

 

Guardiamo avanti. Se anche per il momento dovete accontentarvi di leggere, quando potremo nuovamente muoverci a piacere e senza rischi, vi invito a riscoprire l’Italia e il suo incredibile patrimonio monumentale, per almeno due buone ragioni: città e cittadine appariranno ancora più belle agli occhi di chi ne è stato deprivato durante l’emergenza sanitaria. Inoltre, saranno uno spettacolo nuovo in quanto certamente molto meno frequentate da quell’orda turistica che le deturpava con numeri inadeguati all’ambiente. Riscoprite la gioia di passeggiare per le vie e di sostare nelle nostre piazze, che all’estero ci invidiano e ci copiano artificialmente. Fermatevi per un caffè, un aperitivo o per il dolce far niente. Vi accompagnerò a riscoprire luoghi della nostra Penisola, che forse già conoscete, ma dove è piacevole ritornare.

 

 

In attesa delle prossime aperture

 

In un secondo articolo, quando i musei avranno riaperto vi scorterò per scoprire lo sguardo multiculturale di Genova sul mondo, dal Galata Museo del Mare al Museo delle culture del Mondo al Museo d’Arte orientale.

 

 

Quanti giorni per rivedere Genova?

 

Genova va esplorata a piedi tenendo presente che è una città in salita, dove si sale e si scende continuamente. In un giorno si possono vedere i luoghi più noti, ma si coglie poco di una città non facile da avvicinare. Se vi prendete almeno un lungo fine settimana, potrete sentirla e assaporarla. Alla mattina si prende facilmente il vizio di fare colazione con focaccia e cappuccino. A pranzo per chi non vuole fermarsi a lungo, ma mangiare con gusto senza spendere troppo, consiglio di andare, nelle vicinanze di Palazzo San Giorgio, sede della prima banca del mondo, ai portici di Sottoripa. Si possono acquistare i classici cartocci da passeggio di pescetti e verdure fritti oppure i panini più celebri della città in un locale storico, minuscolo e sempre affollato (Gran Ristoro al n. 27). O ancora, per chi apprezza il genere, all’Antica Tripperia La Casana (vico della Casana), l’ultima tripperia della città con il bancone e gli arredi in marmo e i calderoni in rame per lessare la trippa.

 

 

 

Palazzo Nicolosio Lomellino

Palazzo Nicolosio Lomellino (© Ufficio stampa Comune di Genova)

 

 

 

La cattedrale e Palazzo Ducale

 

Patrimonio dell’umanità dell’Unesco, il centro storico genovese è un concentrato di palazzi, che al pianterreno accolgono storiche botteghe, e di chiese perlopiù di origine romanica che custodiscono pregevoli opere d’arte. La Cattedrale di San Lorenzo, che domina l’omonima piazza ricavata nell’Ottocento, è il principale monumento medievale della città con la caratteristica facciata a fasce bianche e nere e l’interno solenne. Di origine medievale il Palazzo Ducale, nelle immediate vicinanze, che ha conosciuto diversi ampliamenti nel corso dei secoli. Ha inglobato la cosiddetta Torre Grimaldina, che è quanto rimane del nucleo originale del medievale Palazzo dei Capitani del Popolo, progettato come sede del governo genovese, riccamente decorato. Oggi il Palazzo Ducale è il fulcro delle attività culturali e delle principali mostre cittadine accolte negli ambienti affrescati e solenni. L’ingresso è su piazza Matteotti, dove si visita la chiesa del Gesù, della fine del Cinquecento, che custodisce due pale del pittore fiammingo Pieter Paul Rubens.

 

 

 

Chiesette e caffè storici

 

La piazzetta San Matteo è uno degli angoli medievali più suggestivi di Genova con al centro la bella chiesa di San Matteo, del 1125 dall’interno riccamente decorato nel Cinquecento. Cingono la piazza le case dei Doria, la potente famiglia genovese che ha svolto un ruolo di primo piano nella vita della città, che risalgono ai secoli XIII-XVI, a fasce bianche e nere con portali scolpiti, bifore, loggette. Passeggiando nei dintorni vi imbatterete in altre piccole piazze e altre chiese quali S. Maria delle Vigne, San Luca, San Siro, San Pietro in Banchi in piazza Banchi, già cuore mercantile di Genova che deve il nome ai banchi dei cambiavalute che un tempo ospitava. Se di chiese siete stanchi, per bere qualcosa, una zona piuttosto animata è quella di piazza Sarzano con la vicina facoltà di Architettura, che pullula di locali. Storici il Bar Berto, in piazza delle Erbe, dell’inizio del Novecento, e il Caffè degli Specchi, in salita Pollaiuoli 43r, frequentato dagli anni Venti del Novecento da intellettuali e artisti.

 

 

 

Via GaribaldiCredit Ufficio stampa Genova

Via Garibaldi (© Ufficio stampa Comune di Genova)

 

 

 

Via Garibaldi, la monumentale Strada Nuova

 

Palazzo Cambiaso, palazzo Gambaro, palazzo Cataldi, palazzo Lercari, palazzo Spinola, palazzo Doria, palazzo Podestà, palazzo Cattaneo Adorno, sfila lo sfarzo delle grandi famiglie genovesi in via Garibaldi, tracciata come Strada Nuova nel XVI secolo. Fiancheggiata da palazzi del Cinquecento e Seicento, è una delle più monumentali strade d’Italia. L’eleganza discreta degli esterni nasconde il fasto nell’intimità delle dimore, con saloni affrescati che custodiscono capolavori pittorici di artisti italiani e stranieri, arredi preziosi, tessuti pregiati, porcellane, argenti. Sono vere e proprie case-museo ornate di stucchi e marmi, con scaloni monumentali, logge e terrazze affacciate sui giardini interni. A cavallo tra 1500 e 1600, nel Secolo d’Oro genovese, le famiglie aristocratiche più potenti della città si spostano dal centro antico nelle cosiddette Strade Nuove (oltre a via Garibaldi, via Balbi cui si aggiungerà nel 1786 via Cairoli, la Strada Nuovissima prolungamento della Strada Nuova) ridefinendo il tessuto urbano secondo le mutate esigenze abitative. Sorge una sequenza quasi ininterrotta di lussuosi palazzi che prospettano su strade-museo. All’inizio del 1600 via Garibaldi viene immortalata dal pittore fiammingo Pieter Paul Rubens in un libro nel quale pubblica i disegni dei palazzi quali modelli abitativi per la nobiltà della sua terra.

 

 

 

I Palazzi dei Rolli

 

Inseriti nella lista del Patrimonio dell’umanità dell’Unesco, sono i 42 Palazzi dei Rolli, sontuose residenze delle famiglie aristocratiche genovesi considerate nel loro complesso il primo esempio europeo di un progetto di sviluppo urbano unitario. La qualità dell’architettura e delle decorazioni delle dimore signorili e il loro importante numero portano allo sviluppo di un sistema di ospitalità pubblica in residenze private secondo il Decreto del Senato del 1576. Viene istituito un elenco ufficiale dei “Rolli” (conservato all’Archivio di Stato di Genova), i palazzi più prestigiosi adatti a ospitare le visite di stato di sovrani, cardinali, principi, dogi, diplomatici. Tra i Rolli, il grandioso Palazzo Reale (che ospita oggi la Galleria Nazionale) e i palazzi Spinola, Bianco, Rosso, Doria Tursi, che vengono donati alla città alla fine dell’Ottocento e musealizzati nel nostro secolo.

 

 

Palazzo Rosso

Palazzo Rosso (© Ufficio stampa Comune di Genova)

 

 

 

Visita virtuale dei Rolli

 

I Palazzi dei Rolli aprono le loro porte virtuali al pubblico dal 16 al 23 maggio (Rolli Days Digital Week, http://www.visitgenoa.it/evento/rolli-days-digital-week-genova), con una serie di video inediti, che conducono all’interno di dimore prestigiose, in alcuni casi per la prima volta. È il caso di Palazzo Interiano Pallavicino, in piazza Fontane Marose, dove si scopre la decorazione degli interni, le sculture e i giardini. Palazzo Stefano Squarciafico, in piazza Invrea, apre per mostrare le tracce degli affreschi di Ottavio Semino con la raffigurazione del celebre “Ratto delle Sabine”. Palazzo Spinola Pessagno, in salita Santa Caterina, rivela per la prima volta la decorazione interna che, attraverso le opere dei più prestigiosi artisti genovesi del 1500 racconta il legame fra l’élite della città e l’imperatore Carlo V. Durante le visite vengono narrate le vicende dei protagonisti e le storie raffigurate nelle opere d’arte.

 

 

 

Rolli Days

 

Ogni anno l’evento Rolli Days apre le porte di molti palazzi al pubblico per un fine settimana, che quest’anno sarà il 10 e 11 ottobre. È l’occasione per visitare (gratuitamente) i palazzi che appartengono ancora a privati o sono sedi di banche o uffici.

 

 

 

Palazzo Spinola

Palazzo Spinola (© Ufficio stampa Comune di Genova)

 

 

 

L’eccellenza made in Genova

 

Nel centro storico ci sono numerose antiche botteghe, che conservano una forte identità negli ambienti e nei prodotti. Per stoffe provenienti da ogni parte del mondo e raffinata biancheria per la casa, Rivara, in piazza San Lorenzo n.36r accanto alla cattedrale. Celebre soprattutto per i mezzari, tessuti stampati che evocano il fascino delle antiche stoffe importate dalla Compagnia delle Indie, usati tradizionalmente come scialli, oggi come copriletto o tende. Stagno, in piazza de Ferrari al n. 15, dal 1906 produce calzature classiche in un sontuoso ambiente anni 1920, mentre Pescetto, in via di Scurreria, abbigliamento elegante maschile e femminile e calzature. In via Roma al n. 38r Finollo è una testimonianza tra le meglio conservate dello stile liberty in città, che realizza raffinata biancheria, camicie e cravatte indossate da celebrità di mezzo mondo. Al n. 51 della via è Romanengo, storica confetteria e pasticceria di alta tradizione, al n. 91r Mangini, caffè e pasticceria del 1876 con stucchi, quadri e specchiere liberty. In via S. Vincenzo alla cappelleria Stagnaro i genovesi si servono da generazioni per sciarpe, cappelli, guanti e ombrelli. Cuoio Rocca in via Chiossone n. 14r, realizza calzature artigianali di qualità in cuoio. In via Galata è il rinomato Gismondi per la lavorazione artigianale dell’argento, che ha reso celebre Genova fin dal Medioevo. All’Antica Drogheria Torielli, in via San Bernardo, si va per le spezie di tutto il mondo tra arredi degli anni 1920. (https://www.botteghestorichegenova.it/it/home/)

 

 

Una gastronomia di terra con sfizi di mare

 

Ortaggi ed erbe aromatiche, pesce azzurro e zuppe a base dei resti del pescato, olio extravergine d’oliva, maggiorana, origano, timo, basilico, aglio, pinoli: quella genovese è una cucina a base di ingredienti “poveri”, ma ricca di profumi e molto saporita. Tra le specialità la torta pasqualina, la torta di bietole, la farinata di ceci, la cima alla genovese, i pansotti con il sugo di noci, il minestrone. E le trofie, trenette o mandilli al pesto, una delle salse più famose del mondo con tanto di Campionato Mondiale di Pesto Genovese al Mortaio (https://www.pestochampionship.it/il-pesto/). Tra i secondi lo stoccafisso accomodato, il coniglio alla ligure, il polpettone alla genovese, i fritti di acciughe, sardine, pescetti e verdure. Servito come antipasto o secondo piatto il cappon magro, realizzato con gli avanzi di cucina come una torta a strati di pesce, verdure, gallette, ricoperta di crostacei, molluschi e salsa verde.

 

Nota: per l’immagine di apertura © Ufficio stampa Comune di Genova

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