Da Milano a Istanbul in automobile passando dall’Albania e la Grecia all’andata, la Bulgaria e la Romania al ritorno, con una puntata a Budapest. 5400 chilometri, 52 tappe, 5 nazioni attraversate, 1 mese di viaggio. Flavia e Bruno (i nomi sono di fantasia) sono due trentenni grandi viaggiatori con alle spalle percorsi importanti, sempre in autonomia. Ma il loro viaggio più recente presenta una grande novità: viaggia con loro la piccola Lavinia, di tre mesi. Viaggio estremo non è solo quello che esplora terre remote o compie avventure adrenaliniche, ma anche quello che hanno intrapreso Flavia e Bruno in nome della loro irresistibile passione: viaggiare. Cosa ne dirà la piccolissima Lavinia difficilmente si scoprirà dato che i ricordi si formerebbero a partire dai tre anni d’età. Ma una cosa è certa: salvo imprevisti, Lavinia crescerà viaggiando.
L’intervista
Abbiamo parlato del viaggio con Flavia, ingegnere gestionale, e Bruno, consulente commerciale con i gorgheggi della figlia in sottofondo.
Qual era l’obiettivo del viaggio?
Andare a Istanbul in automobile: era un viaggio che avevamo pensato da anni e rimandato. Quest’anno con la bambina piccola abbiamo scelto questa modalità in quanto più facile per via dell’automobile che ci dava la possibilità di essere liberi, di fermarci ed eventualmente di tornare indietro. In aereo sarebbe stato più complicato con la bimba.



Qual è stato il percorso?
Da Milano a Brindisi, poi in traghetto notturno a Valona, Albania, quindi una tappa alle meteore, a Kalambaka, in Grecia. Breve sosta a Salonicco per andare a visitare il Museo delle tombe reali di Aigai di Filippo II di Macedonia, a Verghina. Ultima tappa in Grecia a Kavala, cittadina costiera molto carina. Quindi abbiamo raggiunto la Turchia passando dallo Stretto dei Dardanelli, molto bello, passi in Asia. Nei pressi dell’antica Troia abbiamo seguito in gran parte la costa e ci siamo fermati a Pergamo e a Efeso. Qui si è conclusa la prima parte del viaggio ed è iniziato l’avvicinamento alla Cappadocia, che abbiamo visitato bene. Tappa obbligata ad Ankara perché sarebbe stato troppo lungo arrivare direttamente a Istanbul, dove ci siamo poi fermati sei giorni. Nel ritorno tappa a Edirne in Tracia (Turchia), quindi l’attraversamento della Bulgaria senza soste in quanto eravamo diretti in Transilvania (Romania). L’ultima tappa è stata Budapest, che già conoscevamo, un paio di giorni per rilassarci.




Una località poco scontata?
Edirne è stata una scoperta, non fa parte dei giri classici in Turchia, l’abbiamo scovata per caso su internet. È una cittadina molto bella, peccato solo che la moschea, costruita dallo stesso architetto che ha fatto la Moschea Blu a Istanbul, fosse in restauro. È autentica, piena di mercati non per turisti come quelli di Istanbul.

Le località che vi sono piaciute di più e perché.


Risponde Flavia:
Istanbul sicuramente. Molto interessante a livello culturale e geografico dato che è l’unica città suddivisa tra due continenti, affascinante. Poi la Cappadocia, non una località specifica ma tutti i siti, dal punto di vista naturalistico e storico perché racconta la fuga dei cristiani, i cristiani che si nascondono in città sotterranee enormi. Non avevo mai visto città sotterranee così ben organizzate e grandi, anche di dodici piani. Quindi Efeso: il teatro, il tempio, i resti archeologici bellissimi. E Budapest, che avevamo già visitato e quindi c’era meno stupore, ma ci piace molto.
Risponde Bruno:
La Cappadocia perché è un paesaggio unico e i complessi abitati dai cristiani fanno parte del paesaggio. Consiglio di visitarla in automobile o in moto perché i siti sono sparsi anche se il turismo si è concentrato in uno solo, Goreme. Ma ci sono tantissime rovine semiabbandonate dove non c’è nessuno, vedi posti bellissimi in assoluta solitudine come la Valle di Ihlara. I complessi abitati dai cristiani sono di una vastità e complessità che non si riesce a percepire dall’esterno. Si sviluppano su dodici, anche quattordici piani sottoterra con cunicoli, dispense, ambienti conviviali per vivere e pregare. Mi ricordo un canyon con le chiese nascoste scavate nelle rocce e altri siti senza neanche un nome lungo la strada da Konia a Goreme e su quelle laterali. Vedi le cittadine sui fianchi di questi speroni rocciosi. Poi mi è piaciuta Istanbul, città unica con tanto da vedere e scorci straordinari. Budapest è assolutamente da visitare, decadente e insieme maestosa, divertente e interessante. L’avevamo già vista ma l’ho apprezzata anche di più questa seconda volta. Le terme storiche sono molto belle, poi c’è il vecchio quartiere ebraico dove si svolge la vita notturna. Non ti rendi neanche conto di essere in Ungheria, che non ha altre vere città, potresti essere a Milano, Praga o Parigi, anzi, in un mosaico di tutte e tre. Mi è piaciuta anche Efeso, una piccola Pompei con rovine molto estese e belle, tante strade e monumenti, teatri.
Cappadocia © Bruno Olvera

Cappadocia © Bruno Olvera
Come avete programmato il viaggio e in quanto tempo?
Su internet tramite blog, siti, video. Abbiamo usato una guida cartacea solo a Istanbul, avevamo anche quella della Turchia ma non l’abbiamo utilizzata. Di solito entro gennaio al massimo prenotiamo gli aerei per l’estate, ma con la gravidanza non eravamo in grado di pianificare, quindi abbiamo ipotizzato un viaggio in auto, inizialmente indecisi tra Istanbul e il Nord Europa. Abbiamo programmato il viaggio in un mese circa e stabilite le tappe il 16 aprile, quando Flavia ha rotto le acque.
Come era l’organizzazione della giornata con la bimba?
Ritmi un pochino più lenti. Di solito la nostra giornata inizia alle 8.30 e termina alle 23, ma in questo caso uscivamo dall’albergo alle 10.30 e non rientravamo oltre le 21-22. L’accortezza è stata quella di fare gli spostamenti in auto dopo pranzo in modo da avere l’aria condizionata nelle ore più calde.
Avevate prenotato gli alberghi e quale sono stati i più memorabili?
Nei nostri precedenti viaggi andavamo in ostelli o sistemazioni semplici. Questa volta abbiamo optato per soluzioni a 3-4 stelle almeno prenotando in loco uno o due giorni prima strutture già identificate, a volte in Italia o durante i tragitti in automobile. I due alberghi più belli sono stati in Cappadocia a Uchisar, Harem Suites, un boutique hotel ai margini della città vecchia, con vista privilegiata sulla valle, che simula le grotte della regione. Camere molto belle, molte con jacuzzi in pietra, e colazione fantastica con ampia scelta dolce e salata e almeno cinque pietanze che variavano ogni giorno. Parlavano inglese bene, il che non è scontato. A Istanbul ci siamo trovati bene all’Hotel Ottoman’s life, un boutique hotel in stile un po’ kitsch ma di buona qualità, da non confondere con l’omonimo olto grand hotel di fianco, il nostro più piccolo.
Avete visitato qualche museo che vi ha colpito?
Il Museo delle Civiltà Anatoliche di Ankara ha pezzi unici ed è strutturato molto bene perché racconta la storia della regione dalla preistoria fino all’epoca romana. Grandissimo, premiato nel 1997 come miglior museo d’Europa. L’altro spettacolare è il Museo delle Tombe reali di Aigai di Filippo II di Macedonia (non quello archeologico), a Verghina, a un’ora da Salonicco.

Quali località non vi sono piaciute?
Il Castello Bran in Transilvania, detto anche castello di Dracula, una costruzione non di grande interesse, enormemente turistica. Non vale la pena di spendere per il biglietto, all’interno l’arredamento è quello che si troverebbe in uno chalet in Valle d’Aosta. E sei in fila con mandrie di persone in un percorso obbligato. Da evitare, al massimo da vedere dall’esterno. Lo stesso vale per il Gran Bazar a Istanbul, non mi è piaciuto, troppo turistico, si trovano cose che trovi in altre località della Turchia a prezzi molto più alti, avevamo previsto di passarci mezza giornata e siamo rimasti trenta minuti. A Istanbul piuttosto meglio andare al Bazar delle Spezie, turistico ma più carino.
Come avete mangiato?
Nei nostri viaggi la cucina è una parte importante, ci piace assaggiare. In Turchia, come in altre parti del mondo, l’alimento base è la carne, la scelta non è particolarmente ampia, hanno anche piatti diversi ma se si escludono le zuppe in estate, resta molta carne grigliata o in forma di kebab, nel panino o nella piadina o nel piatto. Buona ma alla lunga un po’ pesante. Buona la pasticceria ma non molto varia. Gran parte dei dolci sono a base di pistacchio e talmente dolci da avere quasi tutti lo stesso sapore. Anche in Romania si mangia molta carne. In Grecia a Kavala sul mare abbiamo mangiato pesce buono.

Avete avuto difficoltà a viaggiare con una bimba di pochi mesi?
Risponde Flavia:
La bimba era piuttosto piccola, quindi avevamo portato la bilancia e la pesavo tutti i giorni per avere la certezza che stesse crescendo.
L’unico momento un po’ difficoltoso è stato al ritorno l’attraversamento della frontiera che è stato lunghissimo per le code che c’erano.
