Lella Costa

Se non posso ballare… non è la mia rivoluzione in scena al Teatro Carcano è ispirato al libro Il Catalogo delle donne valorose di Serena Dandini. Il progetto drammaturgico e la regia sono di Serena Sinigaglia. Uno spettacolo bellissimo con Lella Costa che intona come un canto, impegnato e lieve allo stesso tempo. Tocca le nostre corde più intime. Chi tra noi donne non si è sentita almeno una volta, o molte di più, disconosciuta? È un canto alle donne. Alle donne coraggiose, donne piene di talento scomparse dalla memoria collettiva, donne che hanno dato al mondo contributi importanti e diversificati. Donne che valevano, in ambiti diversi, in modi diversi, in epoche diverse. Scrittrici, poetesse, filosofe, scienziate, artiste, giornaliste, attrici, cantanti, ballerine, donne in politica, donne nello sport, donne di spessore. Le donne valorose in scena con Lella Costa sono quelle donne straordinarie che hanno raggiunto traguardi inconcepibili lottando nonostante tutto. Nonostante il tempo non propizio, nonostante il contesto ostile o peggio, sacrificando anche la propria vita per affermare la vita. Avete mai trovato vie stradali intitolate a grandi donne? Perseguitate, incomprese, controcorrente sono donne forti che hanno segnato la storia, eppure raramente vengono ricordate nei libri di storia.

Lella Costa
“Se non posso ballare…questa non è la mia rivoluzione”- Foto Luciano Rossetti © Phocus Agency

 

93 donne valorose

Bravissima, Lella Costa porta in scena le donne valorose con piccoli artifizi teatrali, una smorfia, una battuta, una canzone, una poesia dedicando appena un minuto a cadauna. Cambia accento, dialetto o anche lingua a seconda dei casi. Entrano una dopo l’altra Hannah Arendt, Simone Weil, Mae West, Anna Franck, Marlene Dietrich, Artemisia Gentileschi, Rosa Parks, Marta Graham, Eleonora Duse, Franca Valeri, Anna Magnani, Coco Chanel, Zaha Hadid. E ancora: la poetessa Emily Dickinson, la coreografa Pina Bausch, la cantante sudafricana Miriam Makeba, la vitalissima pittrice messicana Frida Kahlo, la mecenate Peggy Guggenheim, le scrittrici Karen Blixen, Marguerite Yourcenar, Elsa Morante, Agatha Christie. E molte altre figure anche ben poco note (potete prendere la brochure alla cassa con i nomi di tutte le donne nello spettacolo) fino a contarne 93. Tante eppure non tutte le valorose. Partecipate alla campagna social taggando @ioballoperlei e @thecircleitalia (partner del progetto è The Circle Italia Onlus, un network di donne impegnato a favore di donne in difficoltà) usando l’hashtag #ioballoconlei e suggerite la vostra donna valorosa postando una fotografia o un pensiero. Si andrà ad aggiungere alle altre valorose.

Lella Costa
“Se non posso ballare…questa non è la mia rivoluzione” – Foto Luciano Rossetti © Phocus Agency 

 

Le voci delle donne valorose

Tina Anselmi, primo ministro della Repubblica italiana, parla della democrazia, che è il diritto dei giovani al futuro, il diritto degli anziani alle tutele, il diritto di tutti al lavoro, dice che senza queste garanzie non si può chiamare democrazia. Così attuale. Canta con la sua voce profonda Chavela Vargas, che nel Messico ultra-maschilista vestiva abiti maschili e sceglieva le donne come compagne. Edith Piaf intona “Je ne regrette rien”, non rimpiango nulla, né il bene né il male, me ne frego del passato, riparto da zero, la vita è ora. Canta Maria Callas con la sua voce immortale. Entra in scena la grande scrittrice Virginia Woolf, autrice del memorabile saggio “Una stanza tutta per me” che si chiedeva, quasi un secolo fa, come potesse una donna dedicarsi alla letteratura se non possedeva “denaro e una stanza tutta per sé”. All’attrice Monica Vitti Lella Costa attribuisce belle parole: chi l’ha detto che il mattino ha l’oro in bocca? Non è felice chi si sveglia di primo mattino, ma chi si sveglia felice. Vanno in scena Olympe de Gouges, autrice nel 1791 della rivoluzionaria Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, la fotoreporter Ilaria Alpi, uccisa mentre indagava sul campo, la giornalista Anna Politkovskaja, assassinata nell’ascensore di casa, la giornalista Daphne Caruana Galizia saltata in aria per le sue indagini.

Lella Costa
“Se non posso ballare…questa non è la mia rivoluzione” – Foto Luciano Rossetti © Phocus Agency

 

Il ballo della vita

Quando parla di scienziate e cita formule, Lella Costa dice chiaramente: l’ho imparato a memoria, non capisco nulla di questo, ma dà voce a Marie Curie Nobel per la fisica, all’astrofisica Margherita Hack, a Rita Levi Montalcini Nobel per la medicina. Racconta donne che hanno inventato il tergicristallo, la pattumiera a pedali, la sega circolare, i pannelli solari, il primo sistema operativo informatico. Racconta Elena Lucrezia Corner, prima donna laureata al mondo. Lella Costa le invita a entrare e ballare con lei. A partire dall’attivista anarchica russa Emma Goldman che, non accettando che la causa per l’emancipazione e la libertà pretendesse la rinuncia alle cose belle della vita, avrebbe detto: “se non posso ballare… questa non è la mia rivoluzione”. Forse conoscete già tutte queste donne, probabilmente ne scoprirete qualcuna che ignoravate, magari vi verrà voglia di leggere il libro di Serena Dandini, sicuramente di affermare voi stesse in qualunque campo e modo vi sia congeniale. Oggi. Lo spettacolo è impegnato su un tema essenziale per le donne, che tuttora faticano a essere riconosciute, ma è al tempo stesso leggero, un minuto vola. Anzi, leggiadro come un ballo, appunto. In conclusione si ascolta: “Questa guerra non è la nostra. Noi (donne) cerchiamo la grazia, l’allegria, la felicità.”

Lella Costa
Lella Costa – ph Lorenzo Piano

 

Teatro Carcano

Corso di Porta Roamana 63, Milano, tel.02.55181377

www.teatrocarcano.com

Fino a domenica 10 e da martedì 12 a giovedì 14 ore 20.30, sabato ore 20.30, domenica ore 16

Fino al 14 aprile

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