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Francesca Piana

Viaggi e fatti di cultura

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aprile 25, 2018

Immaginatevi la mostra che non c’è


Immaginatevi di vedere una mostra molto interessante con una quarantina di opere di artisti contemporanei, per la precisione 41. Immaginatevi che sotto a ogni opera, oltre al nome dell’artista e al titolo del lavoro, ci sia un verso poetico. Immaginatevi che a 41 artisti sia stato chiesto di scegliere un verso della poesia di Guillaume Apollinaire intitolata Zone. Immaginatevi che alla conclusione della mostra-performance un attore, in questo caso Marco Alberghini, declami la poesia ai cui versi si sono ispirati gli artisti per realizzare le loro opere, con un pizzico di rammarico per via della sparizione della rima nella traduzione italiana dal francese. Ecco 155 versi liberi che raccontano la giornata di un flaneur, che passeggia per Parigi osservando la gente. “Ora te ne vai per Parigi tutto solo tra la folla.” 24 ore di un giorno qualunque costellate di ricordi e riflessioni, che rappresentano gran parte del testo poetico, “pervaso da un sentimento di pietà”. Immaginatevi l’attenzione, attualissima, del poeta alle miserie degli emigrati, che sente vicini essendo a sua volta privo di cittadinanza francese pur abitando in Francia dall’età di cinque anni. Immaginatevi un testo poetico percorso dall’inizio alla fine dal senso religioso in “una vera e propria apologia del cattolicesimo” tanto più sorprendente in “un autore conosciuto anche per la scrittura di romanzi a carattere pornografico e per comportamenti non certo rigorosamente rispettosi della morale cattolica”.

Milano, mostra Zona

Milano, Spazio Bigli, mostra Zona

Immaginatevi che il componimento del poeta francese sia stato una sorta di manifesto poetico delle avanguardie, che sta alla poesia come Les Demoiselles d’Avignon di Pablo Picasso stanno alla pittura, rivoluzionandola. Immaginatevi di tornare indietro di oltre cento anni, al tempo in cui nel 1912 Guillaume Apollinaire scrisse la poesia. Immaginatevi l’aspirazione vivissima del poeta a “un linguaggio artistico universale che racchiudesse al suo interno poesia, pittura, musica, teatro”. Il poeta che, nato a Roma, trascorse la sua breve esistenza a Parigi: poeta, autore teatrale, saggista e protagonista indiscusso delle avanguardie artistiche d’inizio Novecento. Immaginatevi come a oltre un secolo di distanza rivivano le “atmosfere di Zone tramite le opere di 41 artisti contemporanei”. Immaginatevi che gli artisti siano presenti in sala e interagiscano con voi. E che l’attore declami la poesia Zone, permettendo di rintracciare, ascoltandolo, le immagini delle singole opere in base ai versi selezionati da ogni artista. Immaginatevi le suggestive contaminazioni ed emozioni artistiche.

Milano, mostra Zona

Milano, Spazio Bigli, mostra Zona

Immaginatevi l’esposizione che allo Spazio Bigli, in via Bigli a Milano, è stata presentata e che, ahimè, non vedrete (almeno per ora). Immaginatevi una mostra effimera che forse tornerà in Italia in occasione dell’anniversario della morte dell’artista il 9 novembre 2019. Per il momento, l’unica testimonianza oggettiva della mostra è il libro “Zona. 41 artisti e una poesia” (Libreria Utopia Editrice) a cura di Loris Di Falco, curatore e artista, dove si legge: “per la pubblicazione di questo libro è stata realizzata la mostra Zona presso lo Spazio Bigli, via Bigli 11/a, Milano, 30 novembre 2017”. I testi sono di Sergio Mandelli e Marco Meneguzzo. Ci sono le immagini di tutte le opere (che noi presenti in sala abbiamo potuto apprezzare), che almeno potrete vedere su carta, con brevi note biografiche degli artisti e approfondimenti su Apollinaire. L’idea della mostra è dell’agenzia Net-Uno, primo evento di arte contemporanea del ciclo di Emmegy Contemporary (www.emmegigroup.eu/contemporary).

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