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Francesca Piana

Viaggi e fatti di cultura

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dicembre 15, 2018

Il Labirinto di Arnaldo Pomodoro


 

Pochi lo conoscono anche tra gli appassionati di arte e di Milano. Defilato, accessibile solo in determinate date e solo su prenotazione, è un luogo segreto di grande fascino il Labirinto di Arnaldo Pomodoro, in via Solari 35, negli spazi sotterranei di quella che un tempo era la sede della Fondazione Arnaldo Pomodoro, oggi show room di Fendi, il che rende obbligatorie le visite programmate. Visitarlo non è dunque così facile, ma ne vale assolutamente la pena. Si scopre il lato più nascosto di uno dei più importanti scultori italiani contemporanei le cui opere sono disseminate in piazze e luoghi significativi del mondo.

 

Progettato nel corso del tempo da Arnaldo Pomodoro, che aveva iniziato negli anni Settanta a riflettere sul tema del labirinto, l’opera si trovava all’interno dell’immensa area espositiva della Fondazione Arnaldo Pomodoro, già parte di un ex fabbrica di turbine per centrali idroelettriche dismessa negli anni ’90 del Novecento e riqualificata secondo la volontà dello scultore mantenendone leggibile la struttura industriale. Lo spazio espositivo era stato aperto dall’artista quando aveva 80 anni e chiuso a 85 anni, un mese dopo l’inaugurazione dell’opera il cui titolo esatto è “Ingresso nel labirinto”. La Fondazione Arnaldo Pomodoro (www.fondazionearnaldopomodoro.it), con il suo spazio espositivo per mostre ed eventi, si trova oggi vicino allo studio dello scultore in via Vigevano 9.

 

Arnaldo Pomodoro

Arnaldo Pomodoro, Ingresso al Labirinto, dettaglio. © Francesca Piana

 

Arnaldo Pomodoro

Il Labirinto © Dario Tettamanzi, courtesy Fondazione Arnaldo Pomodoro

 

Entrare nella scultura

Il primo impatto è molto forte: ci si trova davanti a una parete che richiama quella di un tempio di antiche civiltà. Una parete massiccia, interamente scolpita, che a prima vista non consente l’accesso. L’opera si trova all’estremità inferiore della cavea del teatrino, scavata durante i lavori di ristrutturazione della sede espositiva, che era usato come spazio teatrale e per la presentazione delle mostre. Si scende dalla scalinata, ci si avvicina, si tocca la parete quasi esploratori a cercare l’ingresso, si spinge ed ecco che si apre un varco.

 

Si accede a un luogo avvolto nella semioscurità e nel silenzio, che pare fuori dal tempo. L’emozione è forte: si entra in una scultura, si entra nell’intimo dell’artista che ha sempre prediletto gli spazi aperti per collocare le sue opere. In 45 minuti di visita scorrono 90 anni di vita e percorso artistico del grande e vitalissimo scultore che, all’età di quasi 93 anni, ancora lavora alla sua arte. L’interno è opaco, nulla brilla, tutto è ruvido. Il colore è quello del bronzo, ma non è bronzo: si tratta di vetro resina coperta da una polvere ramata che evoca il bronzo, mentre il pavimento è rivestito di lastre di rame trattate con polveri metalliche. Arnaldo Pomodoro ha inaugurato il Labirinto, ma non l’ha finito volendo evitare che sia considerata la sua ultima opera.

 

Arnaldo Pomodoro

Interno del Labirinto © Dario Tettamanzi, courtesy Fondazione Arnaldo Pomodoro

 

Un’opera aperta e incompiuta

All’interno il Labirinto è un ambiente suggestivo e misterioso collocato tra passato (segni di antiche civiltà) e futuro (ingranaggi di astronavi) dove, come Pollicino, Pomodoro ha lasciato una serie di tracce che fanno riferimento ad altre opere, alla sua vita, ai suoi viaggi, ai suoi esordi quando iniziò realizzando gioielli, piccole sculture che poi crebbero. Il Labirinto è l’opera di una vita, pensata in quasi vent’anni e ispirata all’Epopea di Gilgamesh, il primo poema epico della storia dell’umanità, inciso su tavolette d’argilla in caratteri sumerici nel 2000 a.C. con la prima forma di scrittura cuneiforme.

 

Il Labirinto vuole essere un omaggio alla scrittura, alla comunicazione e al sapere di un grande viaggiatore, appassionato di Mesopotamia e dei segni arcaici dell’uomo, e anche una metafora della vita. Il Labirinto è un’opera incompiuta dai significati aperti. Non ricercate il senso di ogni cosa, non esiste corrispondenza tra un segno e un significato, sono frutto della visionarietà dello scultore, che da piccolo amava smontare i giocattoli per vedere cosa stava dentro gli ingranaggi e ha sempre avuto una passione per le forme geometriche. All’interno, chiusa la “porta” d’ingresso, si ha la sensazione di poter restare intrappolati e questo suscita una leggera inquietudine evocando, non solo ai bambini, un film di Indiana Jones.

 

Arnaldo Pomodoro

Arnaldo Pomodoro © Francesca Piana

 

Arnaldo Pomodoro

Sfera di Arnaldo Pomodoro © Francesca Piana

 

Informazioni pratiche

www.fondazionearnaldopomodoro.it

tel. 02.89075394

La Fondazione Arnaldo Pomodoro è un centro di studi e di iniziative per l’arte. Sostiene l’artista: “La mia idea di Fondazione è di creare nell’interazione fra le diverse forme espressive e nel rapporto tra le opere e lo spazio circostante, una sorta di tensione e di confronto reciproco: perché la Fondazione, lungi dall’essere una struttura museale statica e conservativa, possa svolgere la funzione di un vero e proprio laboratorio inventivo, quasi sperimentale, rivolto così a costruire con gli artisti, i critici e il pubblico, un coinvolgimento profondo e globale”.

In quest’ottica si inquadrano le attività e le esposizioni che la Fondazione propone con grande attenzione ai giovani artisti nei quali Pomodoro ripone grande fiducia.

 

La mostra in corso è Galerie des glaces di Roberto Fanari (fino al 21 dicembre), terzo e ultimo appuntamento con il ciclo delle Project Room della Fondazione, curato da Flavio Arensi, che mette a disposizione di giovani curatori e artisti il proprio spazio e mostra al pubblico le più interessanti tendenze della scultura contemporanea.

 

Il Labirinto

Prossime visite in programma (durata 45 minuti):

novembre: sabato 30 alle ore 18 e alle ore 19

dicembre: sabato 7 alle ore 18 e alle ore 19; il 12, 19 e 21 alle ore 19; sabato 22 alle ore 18 e alle ore 19

Le visite riprenderanno dalla prossima primavera (calendario sul sito alla voce Visite).

 

Visite-gioco per famiglie: nelle stesse date sopra riportate, alle ore 10.30

 

Per approfondire, il libro “L’ingresso nel labirinto di Arnaldo Pomodoro” dedicato alla monumentale opera ambientale.

 

Pomodoro in città

Visite guidate di due ore a piedi attraverso la città alla scoperta di luoghi pubblici e privati dove sono esposte le opere di Arnaldo Pomodoro.

Punto di partenza: il Conservatorio di Milano, via Conservatorio 12.

Le visite, di sabato alle ore 10, riprenderanno dalla prossima primavera (il calendario verrà pubblicato sul sito della Fondazione).

 

La fonderia De Andreis

Visita guidata in una delle fonderie (via Volturno 67 a Rozzano) in cui Arnaldo Pomodoro dà vita alle sue opere, dove ancora oggi artigiani specializzati utilizzano l’antica tecnica di lavorazione del bronzo. Nel corso della visita si scoprono i segreti della fusione a cera persa e i procedimenti utilizzati dallo scultore per realizzare le opere più conosciute.

Le visite, di sabato alle ore 11, riprenderanno dalla prossima primavera (il calendario verrà pubblicato sul sito della Fondazione Pomodoro).

Tutte le visite sono su prenotazione.

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2 Risposte “Il Labirinto di Arnaldo Pomodoro”

  1. Cinzia Fiaccadori
    novembre 27, 2018 a 2:08 pm

    Brava Francesca!
    Ti seguo sempre
    😘 cinzia

    • Francesca Piana
      novembre 29, 2018 a 9:49 am

      Che bello Cinzia, grazie!

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