El Nost Milan

 

 

 

 

Lo spettacolo El nost Milan, dal 13 al 17 dicembre al Teatro Carcano, è la seconda parte del progetto triennale di arte partecipata ispirato all’omonima commedia di Carlo Bertolazzi, che debuttò proprio al Carcano nel 1893. L’opera, divisa in due atti (La povera gent e I sciori), ha dato origine a una coproduzione ATIR/Teatro Carcano secondo un progetto ideato e diretto da Serena Sinigaglia con la partecipazione di Lella Costa. Si tratta di tre spettacoli con cadenza annuale, dei quali lo scorso anno è stato rappresentato il primo che affronta la parte del testo che riguarda la povera gente. Sono i cittadini stessi a raccontare Milano, quella di fine Ottocento in cui debuttò l’opera e quella dei nostri giorni, alla riscoperta dei luoghi di povertà e di ricchezza e delle origini linguistiche della città. Un viaggio alla scoperta di Milano, un’opera verista che parla attraverso una narrazione comune. Cittadini che fanno esperienza della città e la raccontano ad altri cittadini: l’idea è (apparentemente) semplice e, come le cose semplici, complessa. Ne scaturisce un racconto originale, unico, che non si ripeterà mai più nello stesso modo. Inquietante e contemporaneo. Non perdetelo.

 

 

 

Il progetto

 

 

 

Educatori, attori, registi, adolescenti, anziani, diversamente abili, studenti delle accademie di belle arti, stranieri e minori non accompagnati portano sul palcoscenico una storia da condividere. Lo spettacolo El nost Milan coinvolge una comunità e trasversalmente i cittadini-attori partecipanti a dodici laboratori di teatro sul territorio, tenuti da quattro compagnie teatrali in diversi municipi urbani. L’idea del progetto di inclusione sociale frutto di un lavoro imponente che nasce dall’esigenza di trovare una casa per l’ampia comunità che partecipa ai laboratori di ATIR rivolti al territorio rimasta orfana con la chiusura del Teatro Ringhiera. Ogni gruppo laboratoriale ha un educatore, un regista e un drammaturgo di riferimento. Le scene sono state cucite da Serena Sinigaglia e da Tindaro Granata, coordinatore, con interventi narrativi affidati a Lella Costa. “Con questo progetto”, racconta Serena Sinigaglia, “abbiamo un luogo metaforico, un obiettivo comune. Siamo sparsi per la città, ma la storia condivisa diventa una casa in cui riconoscersi come comunità.” E aggiunge: Noi crediamo nel teatro di territorio, che va tra le persone a praticare il teatro della conoscenza reciproca. È un lavoro che si fa negli anni, noi lo facciamo da oltre 20 anni, richiede moltissimo tempo.”

 

 

 

 

 

El Nost Milan
El Nost Milan

 

 

 

L’esperienza dei luoghi

 

 

 

“Una regola che avevamo stabilito”, prosegue Serena Sinigaglia, “è che i gruppi laboratoriali potessero fare esperienza dei luoghi, abbiamo cercato di evitare il pericolo di partire con le nostre personali visioni. Il gruppo prova ad andare a vivere un’esperienza e la riporta nel proprio frammento scenico. Si crea un tavolo vivo di esperienze, non di concetti, che eventualmente desume il pubblico. Per la povera gente lo scenario di Bertolazzi è all’aperto mentre nella seconda parte sui ricchi la narrazione diventa immediatamente privata. Vale come metafora di una povertà che puoi incontrare, che si mostra se hai occhi per vedere, e di una ricchezza che invece si nasconde. Lo scorso anno per la parte del testo sulla povera gente il lavoro nell’arco dell’anno era stato quello di individuare i luoghi di assoluta povertà della città, visitarli, conoscerli dal vivo e restituirli in una scena teatrale. L’esperienza empirica era stata fondamentale: si entrava in un luogo e in qualche modo lo si viveva come alle docce dell’Opera San Francesco dove il gruppo ha fatto un turno di volontariato e ha raccolto la testimonianza dei frati che ci lavorano. La povertà è circondata da un terziario importante di associazioni, quindi c’è un ponte per arrivare a incontrare persone. La ricchezza al massimo ha il ponte dell’amico ricco. Il lavoro è stato diverso, agli antipodi rispetto allo scorso anno. Lo spettacolo in scena è quindi molto diverso.”

 

 

 

Gli sciuri, i ricchi

 

 

 

 

Per il secondo atto della commedia El nost Milan alla quale si ispira il progetto, I signori, sono 160 i cittadini in scena. Gruppi di cittadini hanno esplorato luoghi di ricchezza di Milano oggi particolarmente significativi. Hotel di lusso, ristoranti stellati, aste, la Borsa, il mondo dell’alta moda, le cliniche private, le piste di volo di jet privati, le scuola privata, la Scala, City Life e il Bosco Verticale. “Già fare la mappatura dei luoghi di estrema ricchezza”, racconta Serena Sinigaglia, “è risultato complesso in quanto di alcuni non si sa precisamente nemmeno dove siano. Nell’arco dell’anno trascorso sono stati individuati i luoghi in qualche modo visibili ma, a differenza dello scorso anno, la maggior parte si è rivelata inaccessibile. Contratti di riservatezza, porte blindate, vetri oscurati, badge, sorveglianze, citofoni privati, eliporti inaccessibili. I gruppi di cittadini sono riusciti a raccogliere testimonianze in alcuni luoghi, ma non ad andarci, a entrare in altri ma non a raccogliere testimonianze, in altri ancora né a entrare né a raccogliere testimonianze come per le due piste di volo di jet privati. Entrare e raccogliere testimonianze è stato possibile alla Scala, alla Borsa, all’Hotel Principe di Savoia che organizza visite ad alcuni degli spazi. Non riuscendo a far parlare i ricchi, l’indicazione di regia è stata di far parlare gli oggetti e giocare di fantasia. Il lavoro è stato diverso, agli antipodi rispetto allo scorso anno.”

 

 

 

 

 

El Nost Milan
El Nost Milan

 

 

 

 

L’uso dell’intelligenza artificiale

 

 

 

“La vera ricchezza è inafferrabile, misteriosa, impalpabile, immateriale, segreta”, continua Serena Sinigaglia, “si mostra attraverso prodotti e visioni, ma non si svela mai. Puoi adorarla, desiderarla, ma conoscerla no, non puoi. Avendo preso atto che la ricchezza è sfuggente, per la stesura di questi testi ci si è fatti ispirare dall’intelligenza artificiale, che di per sé è qualcosa di immateriale e misterioso e ha fornito un resoconto inaspettato. Non sono state utilizzate le sue parole, ma è stato sorprendente vedere la capacità con la quale ha elaborato il discorso.”

 

 

 

 

El Nost Milan
El Nost Milan

 

 

 

Il racconto

 

 

 

Per I signori, secondo atto dello spettacolo El nost Milan, erano stati individuati dodici luoghi simbolici, che rappresentassero la ricchezza, ma nella stragrande maggioranza dei casi le porte sono rimaste chiuse. “Non avevamo le storie in mano”, continua Serena Sinigaglia, “il lavoro è partito da questa negazione, dalla mancata esperienza empirica che ha reso tutto più complesso. Il rischio di dire banalità, di restare sulla superficie, di diventare retorici o scontati era altissimo. Abbiamo cercato altri modi di raccontare andando in alcuni casi di fantasia, in altri mettendo insieme le poche informazioni raccolte, in altri ancora restituendo le emozioni dei partecipanti di fronte a quelle porte chiuse e quelle bocche cucite. Abbiamo cercato di costruire un ambiente che rappresentasse questo mistero. Abbiamo invitato a giocare di fantasia.”. Lella Costa aggiunge: “per la parte del testo che riguarda i ricchi il lavoro è stato completamente diverso rispetto all’anno scorso e già questo mi pare molto bello, si usa tutt’altro linguaggio sia visivo sia verbale sia scenografico. Anche per me, che da diversi anni sto in scena da sola, condividere il palco con 160 persone è tanto diverso. Mi auguro che queste due esperienze di teatro partecipato diventino patrimonio della città, che rimanga a disposizione questa meravigliosa capacità di comporre un racconto sulla vita che viviamo”.

 

 

 

 

Teatro Carcano

Corso di Porta Romana 63, Milano, tel.02.55181377

www.teatrocarcano.com

Dal 13 al 17 dicembre

 

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